A.presse è una label giapponese fondata nel 2021 da Kazuma Shigematsu con la filosofia esplicita di fare "design senza design". Appartiene a una famiglia quantitativamente non troppo rilevante, e forse difficile da perimetrare con precisione, che tuttavia sta assumendo un ruolo fondamentale nei contesti occidentali. È una sorta di anti-design e di anti-lusso che sta elaborando un prodotto fortemente focalizzato sulla materialità e, dunque, sulla solidità dei tessuti, sull’autenticità generale dei capi, su un design volutamente e dichiaratamente sottratto alle ciclicità del fashion system. Penso che etichette come quella di Colbo o Lauren Manoogian a New York, Lemaire a Parigi, Mfpen a Copenaghen, Man-tle a Perth e, appunto, A. Presse o Ssstein in Giappone ne siano un chiaro esempio. È un design fatto per sottrazione, pensato per resistere al tempo e alla pialla della comunicazione digitale. È tuttavia un design che deve fare i conti con la riconoscibilità del prodotto e che, alla lunga, può avere difficoltà a fornire sufficienti motivazioni a un acquisto che resta impegnativo. Dal punto di vista culturale, resta però l’atteggiamento più sofisticato del consumatore occidentale. Possiamo considerare The Row come una sorta di archetipo di questa categoria. Un capostipite che ha poi rinnegato la propria discendenza imboccando la strada del lusso, con risultati tuttavia che stanno sollevando perplessità e scetticismo tra molti analisti e trend setter. A breve, A.presse aprirà un ufficio in Italia per gestire accessori e scarpe e forse gli acquisti.