Piccole aziende crescono
Il negozio londinese di Brook street

Piccole aziende crescono


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Il percorso dell'etichetta Me + Em mi sembra interessante per varie ragioni. Intanto, perché aprirà cinque negozi negli Stati Uniti nel corso del 2026, raddoppiando così la sua presenza sul mercato. A questi si aggiungono i 10 che sono già attivi nel Regno Unito, dove la fondatrice Clare Hornby ha avviato il suo percorso nel 2009. Un ulteriore punto vendita dovrebbe partire a Parigi alla fine di questo autunno, a ulteriore rafforzamento di una marchio che nel 2024 ha generato 150 milioni di sterline (200 milioni di dollari) di vendite, con un aumento del 24% rispetto all'anno precedente.

Un altro aspetto interessante della strategia di Me + Em, oltre a quella più scontata di limitare le vendite ai negozi diretti, riguarda la "lunghezza" del posizionamento, passando, per esempio, dal primo prezzo di un pantalone a 90 euro a quello, ben più libero, di 350 o 400 euro, assumendo una posizione che copre sia la distribuzione di massa che il cosiddetto contemporary. Alla base, c'è una focalizzazione sul prodotto - anziché sul marketing - per cui le cose costano quanto debbono costare, sulla base del valore intrinseco dei materiali, piuttosto che per scelte fatte a tavolino dagli specialisti del visual.

A questo si aggiunge una politica che ricorda da vicino quella di Uniqlo: mentre case come Dior o Loewe presentano collezioni completamente nuove ogni stagione, se non ogni trimestre, Me + Em punta su lanci mensili che sono pensati proprio per abbinarsi alla proposta di base, che rappresentano circa l'80 per cento dell'offerta. Capi "evergreen" che una cliente potrebbe tenere nel suo armadio per anni. Questo mix di attenzione ai materiali e di stabilità nell'offerta ci obbliga a guardare con estrema attenzione questa dinamica realtà inglese.


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