Si apre il prossimo 21 settembre a Londra la mostra "The Burberry Trench: Crafting an Icon". L'esposizione, che il Victoria & Albert Museum ha allestito all'interno della Prince Consort Gallery, uno spazio raramente accessibile, almeno di recente, cade in occasione del 170° anniversario della fondazione del brand ed è il primo atto di un accordo di collaborazione biennale che la storica casa di moda ha stretto con la prestigiosa istituzione di South Kensington.
La mostra, che resterà aperta fino al 3 gennaio prossimo - tra l'altro ad ingresso gratuito - ripercorre il percorso di un capo che, in quasi duecento anni di storia, è passato dai campi di battaglia al contesto quotidiano, entrando in maniera stabile e definitiva nell'assetto base del guardaroba sia maschile che femminile. Nonostante il nome trench - letteralmente "trincea" - rimandi agli scenari cruenti della Grande Guerra, quella del 15-18, le origini del capo risalgono a molto prima. Thomas Burberry, nel 1879, ne codificò la struttura introducendo la gabardine di cotone al posto dei tessuti in lana o di quelli gommati, più pesanti i primi, assolutamente non traspiranti i secondi. Durante il conflitto divenne l'elemento distintivo della divisa degli ufficiali, che lo estesero al resto dell'Europa come simbolo di liberazione. Questa, per esempio, l'origine della tradizione italiana sia tessile che di confezione. Prato ed Empoli riprodusse su scala industriale un capo che Thomas Burberry aveva progettato per l'uso militare: un tessuto leggero ma resistente, le spalline cui inserire i gradi, il cinturone coi passanti metallici a forma di D originariamente destinati ad agganciare granate ed equipaggiamento militare. A conflitto finito, il capo passò alla vita civile, dando inizio alla sua seconda esistenza: quella di un capo senza tempo, consacrato negli anni Quaranta e Cinquanta dal cinema hollywoodiano, reinterpretato continuamente anche oggi, nella lunghezza, nei volumi, ma sempre con la medesima fisionomia.
La mostra ripercorre la storia del trench dalle origini fino ai nostri giorni, presentando anche alcune delle ultime creazioni del direttore artistico Daniel Lee, con un'incursione nella contemporaneità che molti hanno trovato un po' troppo commerciale. Ma il trench è comunque parte della storia inglese. Così come lo è anche il tartan della casa di Horseferry road. Così la collaborazione tra il V&A e Burberry sarà il primo passo di una futura Fashion Gallery che il museo dedicherà al settore: "Siamo lieti di lavorare con l’archivio Burberry per raccontare la storia del celebre trench coat: un autentico simbolo della moda britannica che ha superato la prova del tempo e continua a evolversi anche a oltre un secolo dalla sua nascita", ha detto Oriole Cullen, Senior Curator of Fashion and Textiles del V&A.