Brutto come il poliestere

Brutto come il poliestere


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Che la generazione Z sia alla ricerca di cose autentiche è del tutto comprensibile. In un paesaggio digitale in cui è sempre più difficile confondere e sovrapporre ciò che è prodotto dall'intelligenza naturale con ciò che è frutto di quella artificiale, la diffidenza appare come l'unica linea di condotta ragionevole per mettersi al riparo dalla manipolazione. Quello che invece è meno scontato è l'utilizzo sempre più frequente del termine "poliestere" e, soprattutto, l'accezione totalmente negativa che sta assumendo.

In breve, i giovani della Generazione Z lo usano per definire qualcosa di scarsa qualità, economico e fasullo. L'origine di questa espressione gergale è senza dubbio legato alla comunità dei video editor. Nasce dalla percezione negativa che negli ultimi anni ha investito, e praticamente travolto, i capi in poliestere, grazie a creator che su TikTok e X hanno ottenuto milioni di visualizzazioni con contenuti dedicati ai tentativi di eliminare il poliestere dai propri armadi e alla difficoltà di trovare abiti davvero di buona qualità. Da questo ambito prettamente tessile, questo slang è diventato un modo corrente - almeno in ambiente giovanile - per definire qualunque cosa che sia troppo generica e di bassa qualità. E la sua circolazione crescente denota la preoccupazione che la Generazione Z sta mostrando per il tema dell’autenticità.

C'è un tema di natura sociologica che ha notevole rilevanza. Aiuta a comprendere le dinamiche psicologiche di una generazione che non è solo nativa digitale: è stata la prima a crescere filtrando il mondo dallo schermo di uno smartphone, con una radicale impossibilità di tirare una linea netta di separazione tra il reale e il virtuale. Ma c'è anche un tema di natura economica e commerciale: il senso di disvalore che sta investendo il poliestere - fino a trasformarlo nel fasullo per antonomasia - non può non incidere sui consumi. E non solo su quelli occidentali o comunque più evoluti. Un social media come TikTok ha per l'appunto un ambito di diffusione tutt'altro che elitario. Fa cultura e lo fa a partire dalla base della piramide del mercato. Oggi la fibra di poliestere continua a essere quella di gran lunga più diffusa al mondo. E continuerà a esserlo anche nei prossimi anni. Eppure, qualcosa sta cambiando. Intanto, cambia il repertorio delle offese.


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