Il duro mestiere dell'artigiano (nonostate i premi)

Il duro mestiere dell'artigiano (nonostate i premi)


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L'Istituto Métiers d’excellence nasce in Francia nel 2014 con l'obiettivo di preservare nel tempo e trasmettere alle nuove generazioni una serie di competenze artigianali a rischio di estinzione. Sono competenze fondamentali per tutto il settore del lusso e dunque anche per il gruppo LVMH, che dell'iniziativa è stato il promotore. L'Istituto è arrivato in Italia, con una sede a Firenze, a distanza di appena tre anni, cioè nel 2017, a conferma del fatto che qualunque discorso o progetto relativo al savoir-faire artigianale non possa prescindere dal nostro contesto nazionale. La rete, in parallelo, si è estesa in Spagna, Svizzera, Germania e Giappone, collezionando più di 280 mestieri tradizionali, dal pellettiere all'orafo, dal maestro orologiaio al tessitore, allargandosi successivamente alla cucina e arrivando fino a tutte le professioni che ruotano intorno al punto vendita. Più di recente, la rete si è estesa anche agli Stati Uniti e alla Cina, creando una sorta di network globale capace di preservare mestieri, difendere botteghe (anche microscopiche) e, soprattutto, capace di formare giovani leve che possano alimentare l'industria del lusso, in tutte le sue vaste articolazioni.

E' un progetto ambizioso di tutela culturale che assume, periodicamente, anche un tratto di mecenatismo. Ogni anno, infatti, viene assegnato il premio "Maestri d’Eccellenza". Quella appena indetta, sarà la quarta edizione e si concluderà con la cerimonia di premiazione prevista per il prossimo 14 settembre 2026. Gli artigiani potranno presentare i lavori entro il 31 maggio. Tre le categorie premiate: Maestro Artigiano d’Eccellenza, Maestro Emergente Artigiano d’Eccellenza e Maestro dell’Innovazione d’Eccellenza. Il premio, promosso dal gruppo LVMH in collaborazione con la Camera nazionale della moda italiana e dalla Confartigianato, avrà come patrono d'eccezione la Fondazione Bulgari, che infatti offrirà un anno di mentoring gratuito ai vincitori delle tre categorie. L'unica cosa che appare francamente sproporzionata, rispetto all'importanza strategica e alla rilevanza culturale del progetto, è l'entità del premio: come da regolamento ufficiale, si parla di "un premio economico di 10.000 € che sarà corrisposto da Mestieri d'Eccellenza LVMH, da reinvestire nella propria attività".

Dal dettaglio del regolamento, emerge l'intento di dare impulso a una specificità tutta italiana: quel pulviscolo di aziende e botteghe che per secoli ha difeso la tradizione artigiana e che adesso rischia di sparire per una lunga serie di cause. Nel testo si fa riferimento a "coloro che si sono distinti per la qualità dei propri progetti e del proprio percorso" con una "strategia di sviluppo e trasmissione del proprio saper fare legato alla tradizione italiana" o con una capacità di innovazione che ha preservato "saperi e competenze storiche, reinterpretandole in chiave moderna". Singoli artigiani o piccole realtà imprenditoriali che hanno grandi difficoltà di reclutamento del personale, così come hanno crescenti difficoltà a integrarsi nelle logiche dei grandi gruppi, nei loro regolamenti, in capitolati chilometrici. L'Istituto Métiers d’excellence è probabilmente il più convinto sostenitore di questo mondo a rischio di scomparsa. Lo è anche per intrinseca necessità. Ma questa integrazione tra il gigantismo del protettore e il calibro microscopico del protetto è tutt'altro che facile.


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