L'avvento dell'Intelligenza artificiale promette di rivoluzionare il mercato del lavoro. In parte lo sta già facendo. E intanto, proprio in questi giorni di crisi internazionale, Hermès inaugura il suo 25esimo laboratorio di pelletteria su suolo francese. Durante la cerimonia, l'amministratore delegato della maison Axel Dumas, a una giornalista che gli chiedeva come l'AI avrebbe cambiato Hermès, ha risposto «che il nostro punto di forza è che ci siamo persi quasi tutte le rivoluzioni tecnologiche». Una risposta che suona paradossale ma che, tuttavia, è totalmente fondata.
Più o meno nelle stesse ore, i vertici del gruppo Prada - nelle persone del proprietario Patrizio Bertelli e del Ceo Andrea Guerra - in occasione del 25esimo anniversario della Prada Group Academy, ovvero la scuola dove il gruppo addestra i propri futuri artigiani, hanno riflettuto sul peso crescente che stanno assumendo i lavori artigianali nel campo del lusso. Questi lavori, che sono quelli meno esposti all'impatto della AI, a loro avviso stanno diventando una categoria sempre più rilevante per i giovani, nonostante la fase di crisi del settore.
«Oggi ci troviamo in un mondo dove la tecnologia sta sostituendo i processi che sono più facili da automatizzare - ha spiegato Bertelli - Invece il lavoro artigiano non si può sostituire. Quelli tecnici e specializzati sono mestieri ad alto valore aggiunto e non scompariranno, anzi saranno ricercati e remunerati». Presto, ad avviso di Bertelli, il lavoro artigianale sarà meglio pagato di quello impiegatizio. Andrea Guerra ha fornito anche qualche dato numerico: «Entro il 2028 serviranno più di 270mila figure specializzate nella manifattura, 75mila delle quali solo nel lusso, e si stima che ad oggi si arrivi solo al 50 per cento di offerta rispetto alla domanda».
Sono dati che non stupiscono visto che per assemblare, per esempio, una borsa Kelly di Hermès ci vogliono dalle 15 alle 20 ore, cioè fino a un massimo di 1200 minuti di lavorazione. Come dire che del suo prezzo base di circa 8.750 euro - il costo di una Kelly misura 25 in pelle nera - quasi un decimo deriva solo dalla pura e semplice trasformazione delle materie prime. Il colosso Hermès - così come tutte le aziende del lusso - alla fine si regge su una capacità manifatturiera che appare come l'unico vero baluardo contro la concorrenza del prodotto industriale. Una capacità difficile da mantenere nel tempo, nonostante gli sforzi diretti che le aziende stanno sostenendo sul fronte della formazione e dell'addestramento del personale.
L'Academy del gruppo Prada è il tipo di soluzione che, con qualche variante, è stata adottata praticamente da tutti i gruppi, sia in Italia che in Francia, da Chanel a Gucci, da Hermès a Cucinelli, da Loewe a OTB. Il problema è che le scuole interne, mediamente, non formano che poche decine di ragazzi all'anno, contro a un fabbisogno di settore che è nell'ordine delle centinaia e, prospetticamente, delle migliaia. Del resto i dati diffusi da Unioncamere, nel report Excelsior 2025 sulle imprese artigiane, parlano abbastanza chiaramente. Nel ranking delle professioni più difficili da trovare, quelle che dominano per rarità sono gli addetti alle macchine e soprattutto, con una percentuale del 92%, i ricamatori a mano.
Sulla difficoltà di reclutamento pesano soprattutto due fattori. Il primo, quello legato al basso tenore delle retribuzioni, è quello più facile da superare. Anzi, come denotano le parole stesse di Bertelli, è un fattore che si correggerà da solo, per l'intrinseca capacità regolatoria del mercato. Chiamasi legge della domanda e dell'offerta. Man mano che le manifatture rischieranno la paralisi, verranno srotolati tappetti rossi per attirare giovani da formare e introdurre in azienda. C'è poi un secondo fattore di ordine culturale, che inquadra l'artigianato «come un settore caratterizzato da ruoli fisicamente impegnativi, meno prestigiosi o poco in linea con le aspirazioni moderne», secondo quanto conclude il medesimo rapporto Unioncamere. E' un'analisi fin troppo ovvia, come dimostra il dilagare - per esempio - di scuole dedicate al design, che raccolgono solo in Italia migliaia di iscritti. E lo scarso numero di percorsi essenzialmente tecnici. Ma forse sarà proprio la rivoluzione dell'Intelligenza artificiale ad attuare, contro ogni evidenza, la piena rivalutazione di ciò che è analogico e manuale.