Il mercato è anche una questione di tamburi
L'attore cinese Zhu Yilong con il tamburo della discordia

Il mercato è anche una questione di tamburi


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Che i rapporti tra Cina e Occidente stiano rapidamente cambiando è un'ovvietà. Nuovi equilibri stanno segnando ogni tipo di relazione, da quelle di natura politica a quelle commerciali. Il Dragone ha rialzato la testa e mostra, su ogni fronte, un rinnovato orgoglio. C'è una consistenza storica e culturale che molti, in Europa, fanno fatica a scorgere, dietro la cortina fumogena di un mercato che per anni è stato associato alla quantità e alla dimensione di massa.

Ma è un errore di valutazione che può costare caro. Ed è un aspetto cui fare attenzione, soprattutto se nelle intenzioni c'è l'obiettivo di sviluppare un rapporto con il consumatore cinese. In questi giorni l'ha scoperto a proprie spese Lululemon, l'azienda con sede in Canada nota per i suoi leggings da yoga di alta gamma. Per la fine di maggio ha organizzato un mega evento nel tratto di Grande Muraglia a ridosso di Pechino. Più di 2.000 persone sono state invitate a un'iniziativa pensata per promuovere la cultura e il benessere cinese. Tra gli altri, anche il noto attore Zhu Yilong, ingaggiato per esibirsi in quel contesto.

A Zhu è stato chiesto di unirsi a un gruppo di percussionisti per quella che è stata descritta e "venduta" come un'esibizione di tamburi tradizionali cinesi. Poco dopo, l'attore ha pubblicato sui social una foto di sé stesso davanti a uno degli strumenti, con appunto il logo di Lululemon. Il problema è che, a quanto pare, i tamburi erano giapponesi. Gli utenti dei social hanno prontamente segnalato che gli strumenti utilizzati erano "taiko" giapponesi anziché "dagu" cinesi. Una svista madornale che ha acceso una discussione che in poche ore si è estesa a più di 50 milioni di follower. Scontate le scuse dell'azienda. Ma è ancora ben viva nella memoria l'amara esperienza del marchio italiano Dolce & Gabbana. Nel 2018, per una leggerezza del genere, ha perso il mercato e forse anche qualcosa di più.


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