Si inaugura tra due giorni, per restare aperta fino al prossimo primo novembre, la mostra Mariuccia Secol: Unraveling, la prima grande retrospettiva museale dedicata all’artista e attivista italiana Mariuccia Secol. Il Muzeum Susch di Zernez, in Svizzera, nella regione dell'Engadina, ha affidato a Monika Branicka ed Eva Brioschi il compito di ricostruitr oltre settant’anni di ricerca artistica, riportando al centro una figura rimasta a lungo ai margini della narrazione ufficiale dell’arte contemporanea. E' un evento laterale, almeno dalla prospettiva italiana, che tuttavia sta destando un certo interesse nell'ambiente artistico e creativo d'oltremanica.
Nata nel 1929 in provincia di Varese, Mariuccia Secol attraversò il secondo Novecento trasformando il linguaggio tessile in uno strumento politico e poetico. Dopo gli esordi pittorici segnati dal trauma della guerra, dagli anni Settanta iniziò a lavorare su stoffe, grembiuli e materiali domestici, smontando letteralmente i tessuti per creare vuoti, ferite e nuove forme. Un gesto radicale che dialogava con il femminismo e con le battaglie del Gruppo Femminista Immagine di Varese, fondato dalla stessa artista nel 1974.
La retrospettiva si configura come un archivio documenta anche la svolta terapeutica vissuta dall'artista negli anni Settanta, come docente nel laboratorio di pittura dell’ospedale psichiatrico di Varese, nel corso dell'esperienza rivoluzionaria avviata da Franco Basaglia. Al centro dell’esposizione si erge l’installazione «Donna ponte»: un tessuto di dieci metri che rimanda a una trasversalità capace di unire dimensioni diverse, sospese tra maschile e femminile, tra sé e altro. Nella maturità, la ricerca di Secol si apre anche a una critica geopolitica ed ecologica globale, anticipando un’arte attenta alla difesa delle identità oppresse.
La mostra, in perfetta sintonia con la missione fondativa del museo svizzero - da sempre impegnato a riscoprire le voci femminili dell’avanguardia - restituisce una ricostruzione fortemente credibile dell’artista. Tra espressione formale e profondo impegno etico, nelle sue opere risuonano tante questioni oggi attuali: prima fra tutte, quella relativa all'identità personale e al suo rapporto con la storia collettiva. Questo spiega l'interesse che sta suscitando la mostra, di cui si prevedono prossimi echi in passerella.