La sfilata? un'arte secolare
Una sala della mostra che il V&A di Dundee ha dedicato alla storia della passerella

La sfilata? un'arte secolare


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Dopo un rapido debutto a Weil am Rhein, in Germania, nelle sale del Vitra Design Museum, si trasferisce a Dundee, in Scozia, la mostra "Catwalk: The Art of the Fashion Show". Proprio oggi, 3 aprile, l'inaugurazione di una rassegna che resterà aperta fino al 17 gennaio 2027, in un allestimento potenziato che la fondazione V&A, insieme al partner Vitra, ha voluto proporre come unica sede per tutto il Regno Unito. Il primo atto nel contesto tedesco è passato decisamente sotto traccia. Forse per la relativa brevità della durata. O forse a causa di un tema un po' eccentrico rispetto alla specializzazione dell'istituzione tedesca, ovviamente pù centrata sulla storia e lo sviluppo del design industriale. Questa versione scozzese ha certamente maggiore pertinenza, vista l'impostazione del Victoria & Albert Museum, ma gioca su un campo decisamente periferico.

Eppure la mostra ha un valore notevole. E' una delle ricostruzioni più complete e organiche della storia delle sfilate di moda, colte come evento sia di prodotto che di arte e cultura. Il percorso storico prende inizio dalla prima metà del ventesimo secolo, quando le sfilate di moda acquisirono progressivamente un impatto sociale e di costume, dopo gli albori tardo ottocenteschi che lasciavano questi eventi in un ambito assai ristretto e quasi privato. La scelta della location non è casuale: la mostra non solo include una serie di designer scozzesi - da Pam Hogg a Christopher Kane e Charles Jeffrey Loverboy - ma documenta anche i frequenti legami tra la moda europea e il nord del Regno Unito.

Ma ovviamente il "focus" resta centrato sui grandi nomi: le maison che hanno conquistato il mondo - da Chanel a Dior, da Balenciaga a Gucci - e le topmodel che, nel corso degli anni Novanta, hanno trasformato il mestiere tutto sommato laterale dell'indossatrice, assumendo il ruolo, la postura e l'incidenza delle grandi star. Particolarmente curiosa la sezione dedicata al backstage, che cerca di catturare l'atmosfera che si respira dietro le quinte. Vi sono esposte una serie di immagini del celebre fotografo di moda Robert Fairer durante le sfilate di McQueen, Galliano e Marc Jacobs.

Dal punto di vista del marketing, l'obbiettivo è abbastanza esplicito: catturare attraverso la chiave della moda un pubblico giovanile che tende a stare lontano dalle istituzioni museali. Si cercano candidati - così pare - per trasferire la mostra anche in altri paesi.


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