Rapporto BCI: il cotone sostenibile avanza. Lentamente

Rapporto BCI: il cotone sostenibile avanza. Lentamente


Condividi questo post

La Better Cotton Initiative (BCI), la principale associazione mondiale dedicata allo sviluppo e alla certificazione del cotone sostenibile, ha pubblicato mercoledì 7 ottobre il primo rapporto sull'impatto globale della coltivazione: il primo in oltre vent'anni di attività. Fondata nel 2005, oggi riunisce oltre 2.500 membri tra brand, rivenditori e organizzazioni della filiera, coprendo circa il 23% dell'intera produzione mondiale di cotone.

La pubblicazione di questo rapporto è una risposta alle critiche che, a partire dal 2024, sono state mosse agli standard adottati dall'organizzazione. I dati concreti che vengono forniti hanno l'obiettivo di dimostrare l'impatto positivo dei suoi programmi e delle politiche che sostiene, soprattutto in riferimento alla denuncia che, appunto nel 2024, era stata mossa da un'Ong ambientalista. La britannica Earthsight, dopo aver tracciato il cotone certificato BCI proveniente dalla regione brasiliana del Cerrado (gestito da colossi agricoli come SLC Agrícola e il Gruppo Horita), aveva sostenuto che la produzione era legata a pratiche sistematiche di deforestazione, di sfruttamento delle popolazioni rurali e di uso massiccio di pesticidi. Un capo di accusa pesantissimo per un'organizzazione nata proprio per contrastare quelle pratiche. All'epoca, BCI dichiarò che una verifica da parte di terzi non aveva riscontrato alcuna prova di violazione dei suoi standard, pur riconoscendo che i risultati avevano evidenziato delle falle nel proprio approccio e nei propri sistemi di verifica.

A seguito di quell'episodio, BCI ha rafforzato i meccanismi di controllo e ha potenziato la catena di tracciabilità che era stata adottata in precedenza. Il nuovo schema è stato formalizzato nel corso del 2025. E adesso il rapporto, come elemento di ulteriore trasparenza sul funzionamento dell'organizzazione e come prova del fatto che BCI continua a investire "nel miglioramento del proprio approccio alla raccolta e alla rendicontazione dei dati", come ha dichiarato l'organizzazione in un comunicato. "I dati e le prove rappresentano la valuta più importante con cui operiamo e costituiscono il fondamento di tutti gli aspetti del nostro lavoro, consentendoci di rafforzare il nostro impatto sul campo e di costruire la fiducia del mercato e delle parti interessate nel cotone BCI", ha dichiarato Nick Weatherill, amministratore delegato dell'organizzazione.

Il rapporto raccoglie dati relativi a nove anni di lavoro, sia sul livello delle grandi aziende che su quello dei piccoli coltivatori. Nella stagione 2024-2025, BCI ha collaborato con circa 1,4 milioni di agricoltori, che hanno prodotto quasi un quarto del cotone mondiale. Il rapporto ha rilevato che, da quando hanno aderito al programma BCI, oltre due terzi degli agricoltori ascoltati hanno ridotto di un quarto l'uso di pesticidi sintetici per ettaro, con una riduzione significativa di emissioni e di rischi per il suolo e la salute. Più della metà delle aziende agricole prese in esame ha ridotto anche di un quarto sia la propria impronta di carbonio, sia il consumo di acqua per l'irrigazione. Secondo il rapporto, BCI ha anche contribuito a migliorare il reddito degli agricoltori. Il 59% dei piccoli agricoltori partecipanti al programma ha aumentato il proprio reddito derivante dal cotone in media del 26%, al netto delle variazioni dei prezzi del cotone.

Tuttavia, i progressi sono stati disomogenei. BCI rileva che la riduzione dei pesticidi è risultata più difficile nelle grandi aziende agricole industriali, in particolare in Brasile, Australia e Stati Uniti, dove livelli più elevati di parassiti e metodi di coltivazione più estensivi e industriali rendono più difficile la modifica di certe impostazioni. Anche i miglioramenti del reddito variano considerevolmente da paese a paese. Il rapporto giunge in un momento in cui i sistemi di certificazione di sostenibilità, in generale, sono oggetto di crescente attenzione per quanto riguarda la loro capacità di apportare miglioramenti misurabili sul campo, pur essendo destinati a svolgere un ruolo più importante nell'aiutare i marchi a rispettare le nuove normative e i requisiti di tracciabilità nei mercati chiave, tra cui Stati Uniti e Unione Europea. Insieme al rapporto, BCI ha dichiarato di aver anche sviluppato un nuovo quadro di riferimento globale per monitorare gli indicatori chiave e valutare i progressi nel tempo, nell'ambito dei suoi sforzi per rafforzare le modalità di misurazione del proprio impatto. Il quadro di riferimento dovrebbe essere lanciato entro la fine dell'anno.


Condividi questo post

Sii il primo a sapere

Unisciti alla nostra comunità e ricevi notifiche sulle prossime storie

Iscrizione in corso...
You've been subscribed!
Qualcosa è andato storto