E' di questi giorni la notizia di un'offerta d'acquisto che l'azienda giapponese Human Made ha rivolto alla collega Undercover. Non è ancora un'offerta vincolante e non si tratta certamente di un'azione ostile. L'impressione è che sia piuttosto un'operazione concordata dalle due parti, almeno nelle sue linee principali. Ma il matrimonio che si prospetta ha dei tratti per certi versi incestuosi.
Questi due brand, infatti, sono espressione di un medesimo ambiente culturale. Ambiente che è stato determinante non solo per l'evoluzione estetica della moda giapponese ma per tutta l'estetica occidentale, più o meno a partire dalla metà degli anni Novanta. Per comprendere appieno la rilevanza di questa operazione, e degli attori che mette in scena, è utile ricostruire brevemente il quadro storico.
In principio c'era (e c'è ancora) Hiroshi Fujiwara. Nato nel 1964 a Ise, nella prefettura di Mie, appena maggiorenne si trasferisce a Tokyo dove diventa la figura di riferimento della scena street di Harajuku, in quello che grazie a lui sarebbe diventato il quartiere più fashion di Tokyo. Agli inizi degli anni '80, durante un viaggio a New York, Fujiwara entra in contatto con la cultura hip hop diventando l'ufficiale di collegamento tra l'oriente e l'occidente, tra la scena musicale e quella della moda. Fujiwara, forse per primo, riunisce in sè i tratti del designer così come quelli del DJ e del produttore musicale. Negli anni seguenti elabora una sua estetica prima soto le insegne del brand Good Enough, in seguito - a partire dagli anni Duemila - con Fragment. Nel corso degli anni sviluppa progetti che hanno segnato la storia del costume. Tra gli altri, la linea "HTM" della Nike.
Sempre negli anni Ottanta, nelle aule del Bunka Fashion College di Tokjo, il percorso di Fujiara si incrocia con quello di Jun Takahashi e di Nigo, rispettivamente fondatori di Undercover e di Human Made. Il primo è un docente, i secondi sono ancora studenti. Qualche anno dopo, sono loro i grandi interpreti della scena street e non solo nipponica. Sono loro a trasformare la cultura di strada da cui provengono in una visione mainstream e addirittura lusso. Negli anni seguenti sono i grandi elaboratori di un'estetica che piano piano si estende agli Stati Uniti e quindi alla Francia, condizionando figure come Virgil Abloh, Kim Jones, Pharrell Williams e Kayne West e trasformandoli in una sorta di mediatori culturali tra musica e moda, tra design, cultura popolare e lusso.
Queste le tappe della loro ascesa: nel 1993 Nigo e Jun Takahashi aprono a Tokjo una boutique chiamata Nowhere. Poco dopo, Takahashi apre un piccolo negozio per il suo marchio di ispirazione punk, Undercover. Mentre Nigo lancia un marchio di t-shirt ispirato all'hip-hop. Il marchio si chiama A Bathing Ape, più nota nella formula sintetica BAPE, che cresce fino a diventare un colosso dello streetwear internazionale. Il progetto di Takahashi ha uno sviluppo più graduale, proporzionato a un'estetica sempre di avanguardia. Parallelamente, Takahashi avvia una collaborazione con Nike - la linea Gyakusou - che rivoluzione l'estetica dell'abbigliamento da running. Nel 2010, Nigo lancia Human Made, di cui Pharrell Williams (musicista, attuale direttore creativo della Louis Vuitton) è prima uomo immagine e, in seguito, socio e consigliere di amministrazione. Nel 2011 Nigo cede la sua quota in BAPE, pur mantenendo la direzione creativa.
Tornando al tema iniziale, quello del "matrimonio", Human Made ha affermato di aver instaurato una solida relazione con Undercover, culminata con la realizzazione di una collaborazione tra i due marchi lo scorso anno. Ha inoltre sottolineato che il suo obiettivo consiste nell'acquisizione di "un'azienda il cui valore di marchio non si è tradotto in profitti sufficienti e nel farla diventare il secondo pilastro dell'attività". Si tratta in sostanza da applicare il talento imprenditoriale di Nigo alla creatività indubbia, ma molto poetica, di Takahashi.