L'Aafa, ovvero l'American Apparel & Footwear Association, è la principale associazione di categoria statunitense e rappresenta oltre 1.100 marchi, tra rivenditori e produttori di abbigliamento, di calzature e prodotti tessili. E', in buona sostanza, la voce ufficiale del settore nel contesto americano. La settimana scorsa, l'Aaafa si è sentita in dovere di pubblicare il primo "Glossario globale dei termini di tracciabilità". Si tratta, ovviamente, di uno strumento che non ha carattere normativo. Né potrebbe averlo, visto lo status privato dell'associazione. Tuttavia, è un sintomo rilevante. Dimostra su cosa sia concentrata l'attenzione del settore. E anticipa, nel contesto americano, quanto in Europa è già praticamente legge. E quando non è legge, è ormai prassi consolidata. Di più: lo strumento si pone il dichiarato intento di orientare e dare una solida base ai prossimi ed eventuali - ma questo punto, altamente probabili - interventi regolatori dell'amministrazione statunitense: "Questo è un momento entusiasmante per il nostro settore, poiché le normative iniziano a prendere forma, promuovendo maggiore trasparenza e risultati migliori per le persone e per il pianeta - ha dichiarato Nate Herman, vicepresidente esecutivo di AAFA - Con l'evolversi di queste discussioni, abbiamo riscontrato la chiara necessità di uniformare il linguaggio in modo che tutti possano partecipare con una comprensione condivisa, contribuendo così a promuovere il progresso ed evitare ostacoli".
Lo scopo del glossario è stabilire un riferimento comune per la terminologia utilizzata nell’intero settore dell’abbigliamento e, dal momento che la trasparenza e la tracciabilità della catena di fornitura stanno diventando sempre più importanti per aziende, autorità regolatorie e stakeholder, avere e utilizzare "definizioni coerenti" è un elemento fondamentale per garantire una comunicazione chiara e non equivoca. Nella parte introduttiva, si specifica che la funzione del glossario è quella di "guidare il settore definendo i principali termini legati alla tracciabilità e affrontando la terminologia che potrebbe comparire nelle normative esistenti e future, promuovendo chiarezza, coerenza e una comprensione condivisa lungo l’intera catena di fornitura globale".
Alla compilazione del glossario hanno lavorato il Traceability Working Group e il Solutions Providers Advisory Group, composti da rappresentanti di tutta la filiera tessile e abbigliamento. Durante la fase di elaborazione sono state consultate decine di organizzazioni rappresentative della filiera e le principali iniziative in tema di tracciabilità. Ovviamente, lo strumento non ha un carattere definitivo ma sarà soggetto a periodiche revisioni e integrazioni, man mano che il quadro normativo interno e internazionale si modifica. Il glossario ha un carattere pubblico e open source. Infatti i promotori incoraggiano "non solo il settore ad adottarlo, ma anche le autorità regolatorie a utilizzarne i termini nello sviluppo delle normative che disciplinano il comparto".
Proprio a ragione della sua fisiologica incompletezza, assume un significato particolare la scelta dei termini introdotti in questa prima versione. E' una scelta che sottende una gerarchia di interesse e di importanza. I due primi termini che figurano nel glossario sono "tracciabilità" e "trasparenza". Ecco le definizioni che ne vengono date:
Tracciabilità (Traceability)
Capacità di raccogliere, analizzare e verificare la storia, la localizzazione e le fasi di lavorazione di fibre e materiali lungo una catena di fornitura mediante identificazioni registrate.
Trasparenza (Transparency)
Condivisione di informazioni rilevanti riguardanti aspetti della catena di fornitura. Include la divulgazione di dettagli sui fornitori, in alcuni casi fino alla materia prima originaria, nonché informazioni sui processi produttivi, le condizioni di lavoro e le pratiche ambientali. La trasparenza favorisce comprensione comune, accessibilità, chiarezza e comparabilità. Le aziende definiscono diversi livelli di trasparenza in base sia alla loro disponibilità a condividere dati pubblicamente sia alla loro capacità di mantenere la tracciabilità nella propria filiera.