Il grande reset della moda funziona solo a metà
Dal settore del lusso ancora tanti segnali confusi

Il grande reset della moda funziona solo a metà

Con l'arrivo, nei negozi, dei primi pezzi delle collezioni invernali, quello che comunemente è definito il "grande reset" della moda è arrivato a un primo, significativo compimento. Il cambio di direzione che lo scorso anno ha interessato una buona parte delle grandi case di moda (Chanel, Dior, Gucci e Balenciaga, solo per citarne alcune, forse le principali) si lascia adesso misurare dal punto di vista delle vendite. Con opinioni e valutazioni molto diverse. Con l'uscita, in questa settimane, d


Federico Pagliai

Federico Pagliai

Tessile Giappone, così lontano, così vicino
Una mappa delle esportazioni giapponesi, paese per paese, relativa al 2024

Tessile Giappone, così lontano, così vicino

Dal molti punti di vista, il contesto giapponese è quello che più assomiglia al contesto italiano. Le analogie non si limitano alla consistenza storica della tradizione tessile. O alla struttura industriale altamente polverizzata, aldilà dei cinque o sei colossi che nella nazione orientale tengono in mano una sorta di oligopolio dei materiali sintetici. La lista include Tejin, Komatsu, Toray e pochi altri nomi. Le analogie si allargano al settore manifatturiero che, come quello italiano, poggia


Federico Pagliai

Federico Pagliai

Rivoluzione verde, solo parole senza il coinvolgimento dei fornitori

Rivoluzione verde, solo parole senza il coinvolgimento dei fornitori

Con uno slancio molto scenografico e, almeno in parte, non richiesto, all'inizio del presente decennio quasi tutte le grandi aziende della moda si sono autoinflitte l'impegno di dimezzare le emissioni di carbonio entro il 2030. Il dato che emerge adesso, appena compiuto il giro di boa del quinquennio, è abbastanza sconfortante. Lasciando ai climatologi, e in generale alla scienza, il compito di valutare la rilevanza effettiva della decarbonizzazione compiuta o mancata, restano da analizzare le r


Federico Pagliai

Federico Pagliai