Al via la NYFW, meno istituzione e molto talento
I dieci finalisti del Council Vogue Fashion Fund

Al via la NYFW, meno istituzione e molto talento


Condividi questo post

Prende il via oggi a New York - mercoledì 10 settembre - la fashion week relativa alla stagione primavera/estate 2027, con un calendario di circa 70 tra sfilate e presentazioni che si chiuderà ufficialmente martedì 15 settembre. Si tratta di un evento per certi versi periferico, sganciato dai grandi colossi del lusso e fuori dai centri in cui, tradizionalmente, si elabora e si comunica la moda occidentale. Tuttavia, è proprio grazie a questa distanza che New York ha saputo conquistarsi una certa credibilità come fucina delle novità e capitale della moda indipendente. Sebbene la manifestazione si apra e si chiuda con due nomi storici - Ralph Lauren alle 9 di mercoledì 10 settembre e Thom Browne alle 17,30 di martedì 15 - è rilevante lo spazio che il Council of fashion designers of America, l'organizzatore dell'evento, ha saputo destinare a tanti giovani designer emergenti.

Aiuta il fatto che lo stesso Cfda sia anche, assieme a Vogue America, il promotore del Council/Vogue Fashion Fund, il premio che annualmente seleziona i dieci migliori talenti della scena americana. Il vincitore sarà poi annunciato con una cerimonia prevista per il 20 di ottobre prossimo. Trecentomila dollari di premio e un posto abbastanza sicuro sulla ribalta newyorkese. Dei dieci finalisti, tre porteranno le proprie creazioni in passerella, mentre un altro paio sono comunque inseriti nel calendario delle presentazioni.

Scorrere l'elenco dei finalisti non è un esercizio di pura curiosità. Aiuta a capire le dinamiche di un mercato che continua a essere l'architrave del lusso, con una Cina che fatica ad assumere di contrappeso che la stampa di settore gli ha assegnato nel primo semestre dell'anno.

Aisling Camps è la prima della lista. Originaria di Trinidad, dopo un diploma alla Columbia University, ha lavorato come ingegnere meccanico. Prima di tornare nelle aule del Fashion Institute of Technology in New York, dove ha approfondito le sue competenze in ambito della maglieria. Su questa solida base, ha avviato un proprio omonimo brand, specializzato in knitwear di lusso. Il suo studio è a Brooklyn, i suoi fornitori di filato in Italia.

Amir Taghi è nato e cresciuto a Houston, in Texas. La sua precoce passione per la moda si è tradotta in uno stile che salda le sue radici persiane con la cultura americana. Ha presentato la sua prima collezione appena quindicenne, continuando a disegnare anche negli anni di studio, prima alla Central Saint Martins di Londra, poi alla Parsons School of Design a New York. Una volta diplomato, ha collaborato con alcune tra le realtà più significative della scena americana: Proenza Schouler, Oscar de la Renta, Monse e Adam Lippes. Nel 2020 è uscito con la sua etichetta.

Terrence Zhou è il fondatore e del brand Bad Binch Tongtong. Più che un designer in senso stretto, è un artista e un talento multidisciplinare. Di origini cinesi, ha studiato moda alla Parsons School of Design e alla Central Saint Martins di Londra. Prima ancora, aveva conseguito un diploma in matematica e ingegneria. Questa formazione scientifica è certamente la base su cui Zhou ha costruito un progetto estetico che lavora tanto sulle forme e tende a trasformare gli abiti in sculture. Non è un caso che molte celebrità abbiano già indossato le sue creazioni.

Emily Dawn Long è originaria della Georgia ma è a New York che ha prima studiato e quindi fondato - nel 2019 - il suo omonimo brand, dopo significative esperienze come stylist all'interno del sistema moda americano.

Jamie Haller è una designer che è arrivata a firmare una propria collezione dopo una lunghissima gavetta. Originaria della California del Sud, a circa vent'anni si è trasferita a Los Angeles per completare gli studi in fashion design. Nei vent'anni successivi, fino alla pausa del covid, ha attraversato una mezza dozzina di aziende, accumulando esperienza e maturando un punto di vista personale. Ha iniziato con le calzature, poi è passata alla piccola pelletteria, quindi al Pret a porter, con un successo di pubblico crescente.

Julia Ferentinos è una designer di gioielli tra le più ricercate del momento. Il suo brand Juju Vera, in appena due anni di vita, ha saputo entrare nella classifica che Lyst dedica ai marchi più desiderati del momento. Alle spalle di questo progetto, una lunga carriera nell'ambito dell'arte e dell'antiquariato, nonché la grandissima passione che Julia Farentinos ha sempre avuto per la storia dei gioielli.

Zane Li non è solo uno dei dieci finalisti del premio americano. Proprio in questi giorni, si è anche aggiudicato il Karl Lagerfeld prize, cioé quello che a tutti gli effetti è la "medaglia d'argento" del premio LVMH. Questo per dire che Zane Li, con il suo marchio Lii, è il designer che al momento viene considerato il più promettente in assoluto da un paio di giurie che riuniscono il meglio del settore a livello globale. Nato a Chongqing, in Cina, nel 2023 si è laureato al Fashion Institute of Technology di New York. Ha fondato il marchio poco dopo, presentando la sua prima collezione nella stagione autunno/inverno 2024. Con sede a New York, il suo lavoro esplora l'intersezione tra sport e haute couture.

George Inaki è un designer americano di gioielli in cui le ascendenze spagnole si mischiano quelle filippine e giapponesi. Da questo coacervo di culture nel 2019 è nato il marchio Milamore.

Claire Sullivan ha lanciato il suo marchio - Miss Claire Sullivan - nel 2022, dopo un lungo periodo di lavoro in Vaquera, altro marchio indipendente newyorkese. Nata e cresciuta a Richmond, in Virginia, proviene da una famiglia legata al settore medico, che evidentemente non le ha impedito di seguire la sua precocissima passione per la moda. Al termine degli studi, è stata subito assunta in Vaquera, dove è rimasta fino al giorno in cui non si è messa in proprio.

Zoe Gustavia Anna Whalen, a dispetto del nome, è un'unica persona. E il nome, che rimanda agli antenati della designer newyorkese, è già una sorta di programma: esprime una certa visione creativa e il suo costante richiamo alla storia e alla tradizione. Dopo gli studi in fashion design, Zoe Whalen ha debuttato con il proprio marchio nel 2021.


Condividi questo post

Sii il primo a sapere

Unisciti alla nostra comunità e ricevi notifiche sulle prossime storie

Iscrizione in corso...
You've been subscribed!
Qualcosa è andato storto
Il capolavoro del maestro Miyake si chiama Kondo

Il capolavoro del maestro Miyake si chiama Kondo

L'ultimo capolavoro del maestro Issey Miyake si chiama Satoshi Kondo, il designer che ha ricevuto direttamente dalle mani del maestro e fondatore dell'omonima casa giapponese le redini di un marchio tanto riconoscibile quanto soggetto al rischio di un'inutile catena di ripetizioni. Nato nel 1984 a Kyoto da una madre modellista, Kondo è entrato a far parte della Issey Miyake Inc. nel 2007, dopo una laurea all'Ueda College of Fashion di Tokyo. Alla sua creatività si deve lo sviluppo e il successo


Federico Pagliai

Federico Pagliai

Rapporto BCI: il cotone sostenibile avanza. Lentamente

Rapporto BCI: il cotone sostenibile avanza. Lentamente

La Better Cotton Initiative (BCI), la principale associazione mondiale dedicata allo sviluppo e alla certificazione del cotone sostenibile, ha pubblicato mercoledì 7 ottobre il primo rapporto sull'impatto globale della coltivazione: il primo in oltre vent'anni di attività. Fondata nel 2005, oggi riunisce oltre 2.500 membri tra brand, rivenditori e organizzazioni della filiera, coprendo circa il 23% dell'intera produzione mondiale di cotone. La pubblicazione di questo rapporto è una risposta all


Federico Pagliai

Federico Pagliai

La terza vita di Samaritaine

La terza vita di Samaritaine

Quando nel 2021 ha aperto i battenti, dopo un intervento di recupero lento quanto accurato, è stato presentato come il nuovo santuario del lusso. Piazzato tra il Pont-Neuf e la sede storica della Louis Vuitton, l'edificio dei magazzini Samaritaine era troppo bello, e troppo caro alla memoria dei parigini, per restare chiuso un giorno di più. Fondato nel 1870, nella sua architettura si esprime una delle epoche più caratterizzanti - almeno dal punto di vista estetico - della capitale francese. Son


Federico Pagliai

Federico Pagliai

Doccia fredda sul futuro del lusso

Doccia fredda sul futuro del lusso

Se qualcuno si fosse fatto delle illusioni sul 2027 è destinato a ricredersi: il settore del lusso rimarrà in posizione di stallo anche nel corso del prossimo anno. La tanto attesa inversione di tendenza non ci sarà. E quella che sembrava una fase congiunturale rischia di rivelarsi come un assestamento strutturale. Qusta, almeno, è l'opinione espressa tre giorni fa dagli analisti di RBC Capital Markets, la banca d'investimento canadese che fornisce servizi finanziari a società, investitori istit


Federico Pagliai

Federico Pagliai