Dal suo primo amore, ovvero l'arte e la pittura, nasce una grande attenzione alla materia e alla forma che può assumere. Dalle sue origini, le isole Bahamas, uno sguardo schietto sulla moda che lo preserva dall'approccio cerebrale tipicamente europeo. Sono due coordinate che aiutano a capire Traiceline Pratt, giovane designer adesso londinese che ha sfilato di recente nel quadro della fashion week britannica. Nonostante una forte diffidenza iniziale, in parte legata al radicamento del paese d'origine, alla fine ha accettato di iscriversi alla Central Saint Martin, chiudendo il percorso di studi con una laure magistrale in abbigliamento femminile. Il contesto londinese gli ha dato struttura e competenza tecnica, senza compromettere la purezza del suo approccio istintivo e orientato all'estetica del presente, piuttosto che alle complicazioni della tradizioni e del retaggio. Un'esperienza a fianco di Phoebe Philo e alcuni contatti con Virgil Abloh sono gli elementi che alla fine lo hanno spinto ad avviare un percorso autonomo, già ricco di buone premesse. Suo l'abito che era addosso ad A$AP Rocky nell'ultima edizione del Met Gala.
Al via la NYFW, meno istituzione e molto talento
Prende il via oggi a New York - mercoledì 10 settembre - la fashion week relativa alla stagione primavera/estate 2027, con un calendario di circa 70 tra sfilate e presentazioni che si chiuderà ufficialmente martedì 15 settembre. Si tratta di un evento per certi versi periferico, sganciato dai grandi colossi del lusso e fuori dai centri in cui, tradizionalmente, si elabora e si comunica la moda occidentale. Tuttavia, è proprio grazie a questa distanza che New York ha saputo conquistarsi una certa
Federico Pagliai
Dalla fucina di La Cambre, la vincitrice del nuovo Andam
Marie Adam-Leenaerdt si è aggiudicata l'ultima edizione del Gran Premio Andam. La stilista belga ottiene una cifra, tutt'altro che simbolica, di 300.000 euro e accede a un percorso di tutoraggio con lo stilista e fondatoire di Ami, Alexandre Mattiussi. Il premio è stato consegnato con una cerimonia solenne al Palais Royal di Parigi, al termine della settimana dedicata alle sfilate maschili. Il riconoscimento attesta il valore di un talento che si è affacciata sul mercato da circa 4 anni. Il deb
Federico Pagliai
L'ossessione a puntini di Yayoi Kusama: una mostra a pochi giorni dalla sua morte
Il grande pubblico probabilmente la conosce attraverso le collaborazioni con il marchio di lusso Louis Vuitton. La prima nel 2012, sotto la direzione creativa di Marc Jacobs, la seconda nel 2023, con un Pharrell Williams appena nominato ai vertici della Maison: enormi pois rossi in campo bianco hanno riempito vetrine, borse e grattacieli delle principali metropoli del mondo. Nonché la sede di rue du Pont Neuf, a specchio sulla Senna. E' il paradosso della cultura attuale: nulla sembra veramente
Federico Pagliai
Il senso della qualità nell'era digitale L'ultimo libro di Eugene Rabkin
Eugene Rabkin è un giornalista e critico di moda nato in Unione Sovietica ma naturalizzato americano. Da anni, vive e lavora a New York, con collaborazioni che spaziano da grandi quotidiani come il New York Times o il Financial Times a media più specializzati come Arena Homme+ o 032C. E' inoltre fondatore e direttore della rivista digitale StyleZeitgeist. Più di recente, ha curato un libro sulla storia di Stone Island (edito da Rizzoli) e un altro dedicato a Comme des Garçons. In questi giorni è
Federico Pagliai
Brutto come il poliestere
Che la generazione Z sia alla ricerca di cose autentiche è del tutto comprensibile. In un paesaggio digitale in cui è sempre più difficile confondere e sovrapporre ciò che è prodotto dall'intelligenza naturale con ciò che è frutto di quella artificiale, la diffidenza appare come l'unica linea di condotta ragionevole per mettersi al riparo dalla manipolazione. Quello che invece è meno scontato è l'utilizzo sempre più frequente del termine "poliestere" e, soprattutto, l'accezione totalmente negati
Federico Pagliai
Il lusso delle piccole cose
E' uscito all'inizio di agosto il Lyst Index relativo al secondo trimestre del 2026. Si tratta di una classifica che la nota piattaforma inglese di vendita on-line realizza e pubblica sulla base delle interazioni registrate sul proprio sito. Niente di troppo scientifico. Ha un taglio decisamente commerciale, ovvero non tiene conto dei dati di bilancio o delle performance andamenti finanziarie. Niente di oggettivo ma tutt'altro che irrilevante perché non solo si basa su un campione di mercato piu
Federico Pagliai